
Dal 1° giugno 2025, la Regione di Bruxelles-Capitale vieta l’installazione di nuove caldaie a gasolio. Questo divieto si applica anche alla sostituzione di una caldaia a gasolio esistente con un modello identico. Gli impianti già in servizio possono continuare a essere utilizzati, a condizione che siano mantenuti e controllati ogni anno secondo la normativa PEB. Qualsiasi proprietario che si trovi di fronte a un guasto definitivo deve ora scegliere un’altra fonte di energia.
Ricezione PEB obbligatoria dopo la sostituzione della caldaia a Bruxelles
Un aspetto che le guide classiche trascurano: ogni nuova caldaia installata in sostituzione (gas, pompa di calore o ibrida) deve essere oggetto di una ricezione PEB dopo l’entrata in servizio. Questo controllo tecnico verifica la conformità dell’apparecchio, il collegamento ai condotti di evacuazione e il rendimento energetico reale dell’impianto.
La ricezione PEB non è una semplice formalità amministrativa. Senza di essa, l’installazione è considerata non conforme, il che può creare problemi durante una vendita o un controllo regionale. Il tecnico autorizzato rilascia un’attestazione che conferma che il nuovo apparecchio rispetta i requisiti bruxelliani in vigore.
Per capire cosa è cambiato per il riscaldamento a Bruxelles dall’entrata in vigore del divieto, il calendario normativo merita di essere letto in dettaglio, in particolare sulle deroghe possibili.
Condotto collettivo in edificio: la costrizione tecnica ignorata

Negli edifici a appartamenti dotati di un condotto collettivo di camino, la sostituzione di una caldaia individuale a gasolio non avviene liberamente. La scelta del nuovo apparecchio dipende dal tipo di condotto esistente e dalla compatibilità con le altre caldaie collegate allo stesso condotto.
Dal 1° gennaio 2025, i proprietari di una caldaia o di un scaldabagno atmosferico (tipo B11BS) collegato a un camino collettivo devono effettuare un’analisi di fattibilità per considerare la sua sostituzione. Devono anche fornire un elenco delle attrezzature collegate a questo camino dal 1° gennaio 2019.
Questa obbligo trasforma quello che sembra essere una scelta individuale in una decisione collettiva. Un condomino non può installare una caldaia a condensazione su un condotto collettivo progettato per apparecchi atmosferici senza verificare la compatibilità tecnica. Il rischio: un riflusso di gas di combustione nei vicini.
Analisi di fattibilità: cosa implica concretamente
L’analisi valuta la possibilità di tubare il condotto esistente, installare un condotto separato in facciata o passare a un sistema centralizzato. Il rapporto condiziona il tipo di apparecchio autorizzato per ogni abitazione dell’edificio.
Per le proprietà condominiali, questo passaggio richiede un’assemblea generale e un accordo sulla soluzione scelta. Il tempo tra il guasto di una caldaia e la sua effettiva sostituzione può quindi allungarsi di diverse settimane in questo contesto.
Alternative al gasolio: caldaia a condensazione, pompa di calore o sistema ibrido
Tre soluzioni dominano i cantieri di sostituzione a Bruxelles. Ognuna risponde a vincoli edilizi diversi.
- La caldaia a gas a condensazione rimane l’opzione più comune negli edifici esistenti. Sfrutta l’infrastruttura di distribuzione di gas naturale già presente nella maggior parte del territorio bruxelliano e richiede modifiche limitate alla rete di radiatori.
- La pompa di calore aria-acqua è adatta per le case unifamiliari dotate di uno spazio esterno per l’unità. Il suo rendimento dipende dall’isolamento dell’edificio: in una casa poco isolata, il consumo elettrico può annullare il beneficio atteso.
- Il sistema ibrido combina una pompa di calore e una caldaia a gas. La pompa di calore subentra quando le temperature esterne lo consentono, il gas interviene in caso di freddo intenso. Questa configurazione riduce la dipendenza dal gas senza richiedere una pesante ristrutturazione dell’involucro dell’edificio.
Un punto da non trascurare: i progetti composti esclusivamente da unità PEB nuove o assimilate non possono più installare caldaie a gas naturale. Questa restrizione, in vigore da gennaio 2025, spinge le nuove costruzioni verso la pompa di calore o il collegamento a una rete di calore.

Disattivazione del serbatoio di gasolio: regole da rispettare
La sostituzione della caldaia non chiude il dossier. Il serbatoio di gasolio, che sia interrato o in cantina, deve essere trattato secondo regole ambientali rigorose al momento della sua disattivazione.
La procedura prevede lo svuotamento completo, la degassificazione da parte di un professionista autorizzato e, nel caso di un serbatoio interrato, una verifica dell’assenza di inquinamento del suolo. Un rapporto di disattivazione deve essere conservato. I costi di questo passaggio variano a seconda delle dimensioni del serbatoio e della sua accessibilità, ma rappresentano una voce di bilancio che molti proprietari scoprono tardi nel progetto.
Stufe e caldaie a legna: norma di ecodesign obbligatoria
Per coloro che considerano il legno come alternativa, solo le stufe e le caldaie conformi alla direttiva europea 2009/125 sull’ecodesign possono essere installate da gennaio 2025. Gli apparecchi usati non conformi sono esclusi. Questa norma garantisce un rendimento energetico minimo e limita le emissioni di particelle fini.
Sovvenzioni Renolution e finanziamento della sostituzione a Bruxelles
Il programma Renolution, che raggruppava gli aiuti regionali per la ristrutturazione energetica, ha visto le sue sovvenzioni sospese da gennaio 2025. Questa sospensione complica il finanziamento delle sostituzioni, in particolare per le famiglie a reddito modesto che contavano su questi aiuti per assorbire il sovrapprezzo di una pompa di calore.
La situazione rimane in evoluzione. I proprietari hanno interesse a controllare regolarmente lo stato del dispositivo presso Bruxelles Ambiente prima di avviare i lavori. Una sostituzione pianificata consente anche di confrontare diversi preventivi e di evitare l’urgenza di un guasto invernale, dove i tempi di intervento si allungano e i prezzi aumentano.
Il quadro normativo bruxelliano spinge chiaramente verso l’abbandono del gasolio, ma la transizione rimane condizionata dal tipo di edificio, dal modo di collegamento ai condotti e dalla disponibilità di aiuti finanziari. Per le proprietà condominiali collegate a un condotto collettivo, l’analisi di fattibilità costituisce il primo passo concreto prima di qualsiasi scelta di sostituzione.